È quasi difficile scegliere da dove cominciare per parlare della Roma vista a Lecce.
Ok, l’avversario non è stato sicuramente all’altezza della situazione, ma la prestazione di forza mostrata dai giallorossi va ben oltre un concetto così semplice.
Si è vista forse per la prima volta una Roma gasperiniana al 100%, asfissiante in ogni zona del campo recuperando palloni su palloni, e con una continua ricerca della verticalità verso la porta avversaria.
Cosa possiamo aggiungere ancora su Malen? Si “accontenta” di una doppietta (l’ennesima) in un match dove poteva farne almeno il doppio, ma la sua capacità di indirizzare la partita è clamorosa, i difensori sanno che ogni singolo errore può trasformarsi in un gol.
L’attenzione però la sposterei su Dybala che anche a Lecce ha confermato un nuovo modo di stare in campo; anche quando non segna o non fa segnare, è sempre il fulcro da cui devono passare i palloni, non è un reato fare un accostamento con quello che era il ruolo negli ultimi anni di Totti. Del resto i piedi di Francesco e di Paulo parlano lo stesso linguaggio.
La vera forza risiede nel collettivo, out all’ultimo istante Ndicka in via precauzionale ma ecco un Ghilardi strepitoso e capace di spaziare in ogni zona del campo; Lulli conferma l’ottima impressione fatta contro la Fiorentina e i cambi, da Molina a Castro e da Mora a Pisilli, garantiscono quella continuità di intensità tanto cara allo zio Gasp.
Nel trionfo di Via Del Mare ritrova il gol anche Soulé e realizza la sua prima rete in Italia anche Mora. Sempre bello vedere l’eleganza del portoghese con la palla al piede.
Sabato 5 settembre arriva l’Atalanta all’Olimpico in quello che potrà essere definito finalmente un test “ufficiale”, la sensazione forte però è che la domenica ci ritroveremo a fare le stesse considerazioni. Interessante notare come ormai i bergamaschi fungano da serbatoio per la Roma: Mancini, Cristante, Gasperini e adesso anche De Roon confermano che in fondo tutte le strada portano a Roma.
Luca Panno – Roma Club Parma


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