La tensione è palpabile nell’atmosfera che avvolge lo stadio prima dell’inizio della partita, ciò nonostante arriva dalla Curva Sud la spinta già durante il riscaldamento, ennesima dimostrazione dell’Amore infinito dei tifosi per questi colori.
Un paradosso di questo calcio: Malen premiato come giocatore del mese della Serie A, in quello che è stato il mese più brutto della Roma in questa stagione.
La partita.
Buona la partenza della Roma, due corner e una sforbiciata volante di Malen nei primi 4’ sono un segnale incoraggiante.
I fantasmi della partita di coppa sono però ancora presenti sul terreno dell’Olimpico, Hermoso prima e Pisilli dopo perdono palloni sanguinanti in mezzo al campo, anche El Aynaoui con un appoggio direttamente in fallo laterale, trasmette sensazioni di non tranquillità sopratutto nel reparto difensivo.
L’assenza di Wesley a sinistra, si sente a tal punto che tutte le azioni si sviluppano sulla corsia di destra.
Pellegrini impegna Falcone al 19’ con un tiro di sinistro su assist di Mancini, nonostante la buona volontà, sarà l’unico tiro in porta del primo tempo della Roma.
Urlo strozzato in gola al 24’ per i 60.000 sugli spalti, il gol di Pisilli viene annullato per una posizione di fuorigioco in partenza di Pellegrini. Bella comunque l’azione dei padroni di casa.
La Roma alza il ritmo, tante le incursioni dei ragazzi di Gasperini che finiscono però per sbattere contro il muro leccese che si difende ordinatamente.
Gli ospiti cercano di rallentare la pressione in tutti i modi possibili, tanti i falli fischiati (ben 15) dal Sig. Sacchi nei primi 45’, troppa pignoleria da parte del direttore di gara.


Il Lecce porta a casa in qualche modo il primo tempo, troppo poco pericolosa la Roma che affida la fase di attacco esclusivamente sulle spalle del povero Malen.
Mancini rimane negli spogliatoi per un problema al polpaccio, al suo posto Ghilardi.
La ripresa si apre con il primo tiro in porta del Lecce, Ngom da 40 metri lascia partire un bel fendente che sorprende Svilar (!), Ndicka riesce a chiudere in angolo.
Dopo appena 5’ Gasperini inserisce Vaz per uno spento El Aynaoui, veramente opaca la prestazione del giocatore marocchino. Il giovane attaccante francese entra subito nel vivo della partita confermando quanto di buono fatto vedere giovedì.
La doppia punta consente alla Roma di aprire meglio le maglie difensive del Lecce, al 57’ arriva l’azione che deciderà la partita.
Hermoso si appoggia al limite dell’area su Malen, l’olandese chiude il lungo triangolo con lo spagnolo che buca la difesa avversaria, arriva sul fondo e mette una palla dolcissima sul palo opposto dove Robinio Vaz trova di testa l’appuntamento con la storia giallorossa segnando il suo primo gol.
Enorme la gioia del diciottenne festeggiato da tutti i compagni, ma grande merito va dato all’intraprendenza di Hermoso, l’uscita di Mancini ha dato più spazio alle incursioni dello spagnolo.
La Roma finalmente può tirare un profondo sospiro di sollievo e inizia a macinare gioco con più leggerezza.
Di Francesco capisce di dover intervenire, le sue sostituzioni danno coraggio al Lecce. Ci prova Fofana con un’incursione al 70’, per fortuna “zappa” il terreno al momento della conclusione.
Subito dopo è Ndri ad infilarsi nel cuore della difesa romanista, il suo tiro ravvicinato viene respinto da Svilar con i piedi, sulla palla che si impenna si avventa con convinzione Pierotti che colpisce di testa con la porta vuota, si materializza dal nulla Hermoso che con un miracolo respinge di testa sulla linea. Meglio di un raddoppio!!!
Al 74’ standing ovation per il ritorno in campo di Angeliño, finalmente una bella notizia per Gasperini, per la rosa della squadra e per tutti i tifosi. Entra anche Arena per uno spompato Malen.
E proprio il giovane numero 68 ha la palla del raddoppio al 77’, servito splendidamente da Pellegrini perde forse un tempo prima di calciare e viene chiuso dalla difesa; sul corner seguente è Vaz a spedire il pallone alle stelle da posizione molto favorevole.
Senza più grandi affanni la Roma porta a casa la partita e tre preziosissimi punti, ci sarebbero le possibilità per un secondo gol ma, qualche imprecisione di troppo negli ultimi sedici metri, cristallizza il risultato finale sull’1-0.
La Roma ritrova la vittoria a distanza di un mese esatto dall’ultima volta, 3-0 alla Cremonese, aggancia la Juventus al quinto posto e si mantiene in scia del lanciatissimo Como.
Non contava la prestazione ma il risultato finale; e forse negli ultimi venti minuti abbiamo iniziato ad intravvedere anche la Roma del futuro; Vaz, Arena e Venturino mettono insieme 55 anni, c’è tanto lavoro da fare con questi giovanissimi ragazzi, l’uomo giusto per farlo l’abbiamo, noi invece dobbiamo metterci la giusta quantità di pazienza per saperli aspettare.
La paura almeno per il momento è passata, arriva la sosta che può consentire a tanti giocatori di rifiatare un po’, e a qualcun altro di recuperare per la prossima sfida, tra due domeniche si torna in scena a San Siro contro l’Inter.
Luca Panno – Roma Club Parma

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